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	<title>Paolo Donadeo -- LifeLOG</title>
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	<description>All about my life, job and thoughts</description>
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		<title>Avatar</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine sono andato a vederlo.

Dare un giudizio sul film è difficile, perché gli aspetti tecnici e tecnologici sono talmente "importanti" da lasciare poco spazio per il resto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="border: 2px solid black; width: 163px; height: 256px; float: left; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em;"><img title="Locandina del film Avatar" src="http://www.donadeo.net/wp-content/uploads/2010/01/avatar.png" alt="Locandina del film Avatar" width="163" height="256" /></p>
<p>Alla fine sono andato a vederlo.</p>
<p>Dare un giudizio sul film è difficile, perché gli aspetti tecnici e tecnologici sono talmente &#8220;importanti&#8221; da lasciare poco spazio per il resto.</p>
<p>Partiamo dagli aspetti tecnici. Il film è un autentico capolavoro di animazione tridimensionale. Tutto quello che si vede è reale, l&#8217;occhio è completamente ingannato e non si percepisce nulla di finto, neppure nei primissimi piani dei volti o delle mani. La foresta, l&#8217;acqua, il fuoco e tutti gli altri elementi naturali sono digitali ed assolutamente credibili. Per chi ha visto &#8220;Episodio 1&#8243;, tanto per dare un&#8217;idea, non c&#8217;è paragone: la stessa distanza passa tra Mary Poppins e Terminator. Il punto è che si possono produrre effetti digitali sempre migliori, e lo si nota, ma in Avatar non si nota più che sono effetti digitali, è tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Il 3D invece ha un po&#8217; deluso. È perfetto, ovviamente, come il resto del comparto grafico, al punto che al lancio di una granata in direzione del pubblico mi sono automaticamente scansato, il che mi ha davvero colpito (l&#8217;effetto 3D, non la granata <img src='http://www.donadeo.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ). Tuttavia si vede che è poco usato, aggiunge davvero poco, mentre il promo di Toy Story 3, proiettato prima di Avatar, sembrava basato sul 3D e la sceneggiatura ne tiene conto. Come pure &#8220;Alice in Wonderland&#8221; di Tim Burton sembra sfruttare meglio questa tecnologia, almeno dal promo.</p>
<p>Andatelo pure a vedere in 2D, in questo film non è la terza dimensione che stupisce, bastano le prime due, e avanzano.</p>
<p>Al di là della computer graphics, la regia è valida così come l&#8217;interpretazione degli attori, nulla da dire. In particolare rivedere Sigourney Weaver è stata un&#8217;emozione&#8230; A 61 anni è sempre la splendida &#8220;dura&#8221; di sempre, con qualche ruga, il che non guasta affatto in epoca di pietose settantenni col lifting&#8230;</p>
<p>Veniamo alle dolenti note, <a title="Link alla citazione di Dante" alt=title="Link alla citazione di Dante" href="http://www.liberliber.it/biblioteca/a/alighieri/la_divina_commedia/html/testo_01.htm#V">come direbbe Dante</a>: al di là degli aspetti tecnici tutti, il film fa <strong>pietà</strong>. La sceneggiatura non regge, è di una banalità sconvolgente. Qualcuno ha ironicamente chiamato Avatar &#8220;Balla coi Puffi&#8221;, il che è un insulto per &#8220;Balla coi Lupi&#8221;, ed anche per i Puffi che nella loro scarsezza grafica sono stati tuttavia molto originali.</p>
<p>In Avatar di originale non c&#8217;è nulla: i personaggi hanno una psicologia elementare, i cattivi sono cattivi, anzi cattivissimi, e i buoni non hanno dubbio alcuno: duri e puri! Persiste inoltre il fastidioso &#8220;politically correct&#8221; di impronta statunitense, che fa sostituire al &#8220;ti amo&#8221; un &#8220;ti vedo&#8221; che se da un lato è un guizzo di novità, dall&#8217;altro si capisce che è stato messo lì per non tirare in ballo il sesso neanche di striscio (ma l&#8217;amore ed il sesso sono la stessa identica cosa? bah&#8230;).</p>
<p>Alla fine tutto è bene quel che finisce bene, ovviamente: i buoni, dopo un momento di crisi, trionfano alla grande, e i cattivi perdono e se ne vanno. Evviva!</p>
<p>Le tematiche ambientaliste sono trattate superficialmente, il punto è: gli umani sono cattivi cattivi perché vogliono abbattere gli alberi dei poveri nativi. Che sono buonissimi, perché sono nativi. Il buon selvaggio ritorna, come una minestra rancida.</p>
<p>Per chi ama la tematica della salvaguardia dell&#8217;ambiente e non l&#8217;avesse già visto, consiglio caldamente <a href="http://www.imdb.com/title/tt0119698">&#8220;La principessa Mononoke&#8221;</a>, capolavoro di Miyazaki.</p>
<p>Tornando ad Avatar, le ultime scene, con l&#8217;immancabile duello personale tra i due protagonisti, nel bene e nel male, è preso da un episodio di A-Team: ci manca solo un &#8220;adoro i piani ben riusciti&#8221;, e poi c&#8217;è tutto.</p>
<p>Per non fare la figura di quello con la puzza sotto il naso aggiungo che ho trovato due o tre buone idee, non originali ma diciamo poco sfruttate e ben realizzate. La prima buona idea è quella di un pianeta vivente, in cui gli alberi formano una rete neurale davvero pensante, come un cervello. È di Asimov, quest&#8217;idea, non di Cameron, ma è ben resa dal regista e mi è piaciuta.</p>
<p>Poi c&#8217;è l&#8217;idea di avere la popolazione dei Na&#8217;vi, gli umanoidi blu, leggermente più grandi degli umani, il che rende più interessante il rapporto tra le due popolazioni.</p>
<p>Mi è pure piaciuta l&#8217;idea che quasi tutti gli esseri su Pandora dispongono di un &#8220;terminale&#8221; per connettersi tra loro e con il pianeta a livello neurale: ricorda un po&#8217; Matrix, l&#8217;ho trovato convincente nell&#8217;economia del film.</p>
<p>Conclusione: se vi interessano gli effetti speciali è un film imperdibile, altrimenti tenete in tasca i soldi.</p>
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		<title>Mike: preferisco ricordarlo così</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Zacchiroli segnala nel suo blog che dovremmo ricordarlo per quello che era veramente. Siccome Umberto Eco è più bravo di me a scrivere, vi segnalo anch&#8217;io la “Fenomenologia di Mike Bongiorno”, che Eco scrisse nel 1961. Buona lettura.
Aggiungo che aveva anche un ottimo carattere ed uno spiccato senso dell&#8217;umorismo, e sapeva bene cosa conta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Zacchiroli segnala nel suo <a href="http://upsilon.cc/~zack/blog/posts/2009/09/mike/">blog</a> che dovremmo ricordarlo per quello che era veramente. Siccome Umberto Eco è più bravo di me a scrivere, vi segnalo anch&#8217;io la “<a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/08/omaggio-a-mike-bongiorno/">Fenomenologia di Mike Bongiorno</a>”, che Eco scrisse nel 1961. Buona lettura.</p>
<p>Aggiungo che aveva anche un ottimo carattere ed uno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lU2DCWmgt50">spiccato senso dell&#8217;umorismo</a>, e sapeva bene cosa conta davvero nella vita di un uomo: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9k-XrEUu5Vg">i soldi</a>.</p>
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		<title>PyCon3</title>
		<link>http://www.donadeo.net/2009/05/pycon3/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 21:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Article]]></category>
		<category><![CDATA[Computer programming]]></category>
		<category><![CDATA[Italian]]></category>
		<category><![CDATA[Python]]></category>
		<category><![CDATA[Spare time]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto davvero una settimana intensa, motivo per cui scrivo solo ora delle mie impressioni sul PyCon3, conclusosi lo scorso fine settimana.
Anzitutto, perché andare ad una manifestazione su Python, dal momento che il mio linguaggio di programmazione preferito è l&#8217;Objective Caml? Le risposte sono molteplici.
Anzitutto Python, tra i linguaggi a tipizzazione dinamica, è quello più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto davvero una settimana intensa, motivo per cui scrivo solo ora delle mie impressioni sul <a href="http://www.pycon.it/">PyCon3</a>, conclusosi lo scorso fine settimana.</p>
<p>Anzitutto, perché andare ad una manifestazione su Python, dal momento che il mio linguaggio di programmazione preferito è l&#8217;<a href="http://caml.inria.fr/ocaml/index.en.html">Objective Caml</a>? Le risposte sono molteplici.</p>
<p>Anzitutto Python, tra i linguaggi a tipizzazione dinamica, è quello più pulito ed ortogonale che ci sia in circolazione. Ha molte caratteristiche che lo avvicinano alla programmazione funzionale, il che è solo un pregio per me, ed in barba a quel che afferma Guido van Rossum, papà di Python. Non sono l&#8217;unico comunque a pensare che il successo di Python sia dovuto soprattutto a questi fattori. In un <a href="http://www.paulgraham.com/icad.html">celeberrimo post</a> del 2002 Paul Graham spiegava proprio con la continua aggiunta di caratteristiche funzionali al linguaggio il suo successo.</p>
<p>Quindi il linguaggio merita certamente molta attenzione e nessuno programmatore professionista dovrebbe farsi scappare la possibilità di impararlo, se già non lo conosce.</p>
<p>Un altro ottimo motivo per partecipare al PyCon è certamente l&#8217;eccellente livello degli ospiti invitati. Su tutti quest&#8217;anno svetta certamente lo stesso van Rossum, creatore del linguaggio, che ha tenuto due talk estremamente interessanti, sulla <a href="http://www.pycon.it/conference/talks/retrospective-how-community-helped-build-python-30">genesi e lo sviluppo della versione 3.0 di Python</a> e sugli ultimi sviluppi di <a href="http://www.pycon.it/conference/talks/google-app-engine-2">Google App Engine</a>. Estremamente interessante il talk di Alex Martelli intitolato <a href="http://www.pycon.it/conference/talks/lo-zen-e-larte-della-manutenzione-delle-astrazioni">&#8220;Lo Zen e l&#8217;Arte della Manutenzione delle Astrazioni&#8221;</a> in cui ha parlato come secondo lui un&#8217;astrazione deve essere concepita e quali obiettivi si debba porre per essere manutenibile nel lungo periodo. Martelli ha anche spiegato un pattern molto efficace, la <a href="http://www.aleax.it/yt_pydi.pdf">Dependency Injection</a>. Questo pattern mi piace moltissimo e l&#8217;unica nota un po&#8217; critica (anzi ironica, direi) che vorrei fare è che&#8230; assomiglia moltissimo all&#8217;uso <strong>quotidiano</strong> che si fa in OCaml dei <a href="http://caml.inria.fr/pub/docs/manual-ocaml/manual004.html#toc15">funtori</a>, anzi, sono proprio i funtori implementati in Python. Sempre con buona pace per Guido van Rossum <img src='http://www.donadeo.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Altri interventi di relatori meno &#8220;big&#8221; sono stati comunque molto interessanti: certamente la qualità dei talk è complessivamente da alta a molto alta.</p>
<p>Un altro buon motivo per partecipare al PyCon è la comunità di smanettoni e professionisti che gravita attorno a Python. Il solito Paul Graham scriveva nel 2004 del <a href="http://www.paulgraham.com/pypar.html">Python paradox</a> (traduzione italiana <a href="http://www.invece.org/translations/pparadox.html">qui</a>) vale a dire: se programmi in Python sei uno smanettone, visto che nell&#8217;industria non si usa(va); se sei uno smanettone ci sono buone possibilità che ti piaccia programmare e sappia farlo bene; ergo, se devo cercare un buon programmatore, meglio cercarlo tra coloro che conoscono Python piuttosto che tra coloro che mettono Java in curriculum. Non fa una piega. E se Graham fosse venuto al PyCon3, invece di stare a casa a poltrire, avrebbe avuto un&#8217;altra conferma del suo paradosso. Tanta gente simpatica e competente, possibilità di parlare con tutti delle proprie esperienze di programmatore, ma anche di fesserie collegate al mondo dell&#8217;informatica in generale, tipo: &#8220;ma tu c&#8217;hai un Mini Dell? Come va Linux su &#8217;sto coso?&#8221;. Cose così insomma.</p>
<p>L&#8217;elogio dell&#8217;organizzazione è doveroso, ma non ci voglio spendere molte parole. Il PyCon3, come il PyCon2 l&#8217;anno scorso, è organizzato in maniera perfetta sotto <strong>ogni</strong> punto di vista. Punto e basta.</p>
<p>Una riflessione finale: nel momento in cui i &#8220;big&#8221; dell&#8217;informatica, come Google, promuovono Python a spintoni (Guido van Rossum è pagato da Google per passare metà del suo tempo su Python) e lo adottano come principale piattaforma di sviluppo, possiamo dire finito il &#8220;paradosso Python&#8221;? Cominceremo a vedere programmatori mediocri mettere in curriculum Python perché va di moda come nel 2004 andava di moda Java? Probabilmente non siamo arrivati a questo punto, ma poco ci manca. Spero che la comunità Python si conservi vivace come ora, ma ho ottime speranze: quella Java non è stata <strong>mai</strong> così vivace neanche nei suoi momenti migliori (quali, poi?).</p>
<p>Ah, dimenticavo: vince il premio di domanda più assurda del PyCon3 quella di una persona che ha chiesto a Guido van Rossum se Google ha intenzione di esporre il proprio API di Google App Engine anche per altri linguaggi, oltre a Python e Java, tipo, per esempio&#8230; Ruby o PHP! Risate a scena aperta dalla platea (devo dire, me compreso). Guido attende la traduzione in cuffia e, quando arriva, strabuzza gli occhi, capisce il motivo della risata generale ma, compostissimo, risponde che per ora no, non se ne parla ed il futuro è molto imprevedibile. Un vero gentleman!</p>
<p>All&#8217;anno prossimo, speriamo sempre a <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#038;source=s_q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=Firenze&#038;sll=45.55541,9.224224&#038;sspn=0.087386,0.154495&#038;g=cinisello+balsamo&#038;ie=UTF8&#038;ll=43.769343,11.255558&#038;spn=0,359.990344&#038;z=17&#038;layer=c&#038;cbll=43.769305,11.255671&#038;panoid=8fFR6ZgH6I5VRiAUGy-YLQ&#038;cbp=12,124.31,,0,-24.7">Firenze</a>, tremo all&#8217;idea che possano spostare il PyCon a <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#038;source=s_q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=Nokia,+cinisello+balsamo&#038;sll=45.556312,9.228387&#038;sspn=0.021846,0.038624&#038;ie=UTF8&#038;ll=45.551774,9.216971&#038;spn=0,359.980688&#038;z=16&#038;layer=c&#038;cbll=45.554774,9.214018&#038;panoid=wIN2p3kaT1DdvRvXVwrNng&#038;cbp=12,217.09,,0,-4.8">Cinisello Balsamo</a>!</p>
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		<title>La somma dei giorni</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 17:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Review]]></category>
		<category><![CDATA[South American literature]]></category>
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		<description><![CDATA[
Oggi è decisamente giornata di scrittura: tre post in un blog solitamente molto silenzioso.
Ho appena finito di leggere l&#8217;ultimo romanzo di Isabel Allende, La somma dei giorni, che è in realtà un&#8217;autobiografia o, per essere più precisi, la cronaca di quel che è accaduto negli ultimi vent&#8217;anni non solo a lei, ma a tutta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="width: 163px; height: 256px; border: 2px solid black; float: left; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em;"><img title="Copertina del libro &quot;La somma dei giorni&quot;" src="http://www.donadeo.net/wp-content/uploads/2009/04/la_somma_dei_giorni.png" alt="Copertina del libro &quot;La somma dei giorni&quot;" width="163" height="256" /></p>
<p>Oggi è decisamente giornata di scrittura: tre post in un blog solitamente molto silenzioso.</p>
<p>Ho appena finito di leggere l&#8217;ultimo romanzo di <a title="Sito ufficiale di Isabel Allende" href="http://www.isabelallende.com">Isabel Allende</a>, <a title="La somma dei giorni: pagina ufficiale" href="http://www.isabelallende.com/sumdays_frame.htm">La somma dei giorni</a>, che è in realtà un&#8217;autobiografia o, per essere più precisi, la cronaca di quel che è accaduto negli ultimi vent&#8217;anni non solo a lei, ma a tutta la sua famiglia. È una famiglia molto numerosa, con figli acquisiti da precedenti matrimoni, nipoti, amanti e, al centro della <strong>tribù</strong>, la &#8220;castellana&#8221; Isabel.</p>
<p>Con i precedenti capolavori questo libro condivide la scrittura cristallina della Allende, divertente ed ironica, mai pesante anche nei momenti più drammatici, che fa emergere con naturalezza i sentimenti forti che albergano nel suo cuore e, apprendiamo, nel cuore di chi le sta accanto.</p>
<p>Il romanzo ha la forma narrativa della lettera, scritta alla figlia Paula, morta di porfiria nel 1992, che sempre l&#8217;accompagna nella sua vita e la guida nei momenti difficili. Uno spirito, presente e reale come quelli del suo primo romanzo, <a title="La casa degli Spiriti: pagina ufficiale" href="http://www.isabelallende.com/house_spirits_frame.htm">La casa degli Spiriti</a>, e che ha dato l&#8217;impronta ad un po&#8217; tutta la sua produzione letteraria.</p>
<p>Perché leggere l&#8217;autobiografia di Isabel Allende? Molto semplice, perché è divertente, ricca di episodi curiosi e romanzati ad arte in modo tale da mantenersi perfettamente verosimili senza diventare mai noiosi o scontati.</p>
<p>Inoltre, per chi ha qualche problema in famiglia, la lettura di &#8220;La somma dei giorni&#8221; rappresenta anche un&#8217;esperienza catartica. Non vi potrà mai capitare (spero!) che vostro figlio si sposi con una splendida ragazza, che abbia tre bellissimi bambini, e che poi sua moglie si innamori di&#8230; un&#8217;altra donna e decida di divorziare, con i bambini affidati una settimana al padre e l&#8217;altra alle due madri!</p>
<p>A tutti coloro che amano provare emozioni dalla lettura di un libro consiglio dunque quest&#8217;ultimo, come pure tutti glia altri, di Isabel Allende che scrive un tomo all&#8217;anno e non delude davvero mai le aspettative. Cosa ci stai preparando in questo momento?</p>
<p>Lunga vita, Isabel!</p>
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		<title>I see angels&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 16:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Review]]></category>
		<category><![CDATA[Science fiction]]></category>
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È finita! Battlestar Galactica, secondo me la più bella serie televisiva di fantascienza mai prodotta, la trasmesso il suo ultimo episodio qualche giorno fa. La conclusione della serie, di cui non scrivo nel dettaglio per non rovinare il finale a chi non avesse ancora visto gli ultimi episodi, mette la parola fine a tutti (o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="border: 2px solid black; float: left; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em; height: 144px;" href="http://www.donadeo.net/wp-content/uploads/2009/03/hera.png"><img title="Hera: the first mother" src="http://www.donadeo.net/wp-content/uploads/2009/03/hera_thumb.png" alt="Hera: the first mother" width="256" height="144" /></a></p>
<p>È finita! <a href="http://www.scifi.com/battlestar/home.html">Battlestar Galactica</a>, secondo me la più bella serie televisiva di fantascienza mai prodotta, la trasmesso il suo ultimo episodio qualche giorno fa. La conclusione della serie, di cui non scrivo nel dettaglio per non rovinare il finale a chi non avesse ancora visto gli ultimi episodi, mette la parola fine a tutti (o quasi) gli interrogativi che via via si erano andati formando. La chiusura riguarda la bellissima bambina di cui vedete la foto qui affianco che, come si era già capito, riveste un ruolo fondamentale e per questo motivo è stata oggetto di molte contese durante le passate stagioni della serie.</p>
<p>Quel che mi è piaciuto di più in Battlestar Galactica è stato un tuffo nei temi della fantascienza classica, quella che fa letteratura e non semplicemente romanzetto d&#8217;appendice: una forte caratterizzazione psicologica dei personaggi protagonisti delle vicende narrate, come nella saga di <a title="Dune -- Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dune_(romanzo)">Dune</a> (il capolavoro di <a title="Frank Herbert -- Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Herbert">Herbert</a>, non i vari film), dalla quale trae anche il tema religioso, che non è un&#8217;appendice ma parte integrante dell&#8217;universo umano&#8230; e non solo umano, a quanto pare!</p>
<p>Un altro aspetto, che mi ricorda invece Asimov, è la narrazione di ampio respiro, che abbraccia millenni ed è attenta non ai singoli individui (l&#8217;espediente dei cloni in primis ne è indizio), ma alle società, come pure l&#8217;assoluto disinteresse per dettagli tecnologici che sono invece la struttura portante, ad esempio, delle serie di Star Trek e che, dopo il primo momento di novità, diventano irrimediabilmente noiosi.</p>
<p>Mi ha colpito il fatto che, sentiti un paio di amici sulle loro impressioni, abbia ricevuto invece giudizi freddini: si vede che, avanzando l&#8217;età, sono più sensibile a finali &#8220;romantici&#8221; come quello di BSG. Non m&#8217;interessa, ogni tanto sono contento se le cose vanno a finire bene. Badate però, non vuol dire che a BSG abbiano appiccicato un lieto fine dozzinale, anzi!</p>
<p>Che dire? Aspetto gli attori (tutti bravissimi) su altri set e specialmente <a title="Tricia Helfer: sito ufficiale" href="http://www.triciahelfer.com/">Tricia Helfer</a>, più brava che bella (e ce ne vuole!), in qualche film d&#8217;autore.</p>
<p>Infine, per capire il titolo del post, <em>I see angels</em>&#8230; mi spiace, ma dovete vedere la fine della serie.</p>
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		<title>This man doesn&#8217;t speak in my name!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 13:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Random thoughts]]></category>

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		<description><![CDATA[Story repeats again: the BBC reports Mr. Berlusconi &#8220;best&#8221; quotes in an article titled  &#8220;In quotes: Berlusconi in his own words&#8220;.
I only want to point out that this person doesn&#8217;t speak in my name and neither does he represent me in any sense.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Story repeats again: the BBC reports Mr. Berlusconi &#8220;best&#8221; quotes in an article titled  &#8220;<a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3041288.stm">In quotes: Berlusconi in his own words</a>&#8220;.</p>
<p>I only want to point out that this person doesn&#8217;t speak in my name and neither does he represent me in any sense.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vals Im Bashir</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 23:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Italian]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>
		<category><![CDATA[Spare time]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa sera ho visto il film Vals Im Bashir, bellissimo film d&#8217;animazione che tratta il difficile tema della guerra tra Israele e Libano nel 1982.
Il film, a tratti molto crudo, è un percorso della memoria personale del protagonista, diciottenne al tempo dei fatti narrati, che non ricorda nulla della guerra e ripercorre a ritroso le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="border: 2px solid black; float: left; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em"><img title="Locandina del film Vals Im Bashir" src="http://www.donadeo.net/wp-content/uploads/2009/03/vals_im_bashir.png" alt="Locandina del film Vals Im Bashir" width="173" height="256" /></p>
<p>Questa sera ho visto il film <a href="http://italian.imdb.com/title/tt1185616/">Vals Im Bashir</a>, bellissimo film d&#8217;animazione che tratta il difficile tema della guerra tra Israele e Libano nel 1982.</p>
<p>Il film, a tratti molto crudo, è un percorso della memoria personale del protagonista, diciottenne al tempo dei fatti narrati, che non ricorda nulla della guerra e ripercorre a ritroso le vicessitudini che lo hanno visto coinvolto. Ed è un viaggio della memoria collettiva, che riporta indietro l&#8217;orologio della storia alla seconda guerra mondiale, quando nei campi di sterminio nazisti l&#8217;umanità si è macchiata di delitti atroci, di cui continua a macchiarsi.</p>
<p>Vi consiglio di vederlo: è un film toccante e ben realizzato.</p>
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		<title>Twitter.com</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 12:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital life]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Random thoughts]]></category>

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		<description><![CDATA[
Just subscribed, but it&#8217;s not for me. I don&#8217;t have time to make frequent updates, and the scanning of my Gmail contacts revealed that only a few of my friends and colleagues use Twitter.
In any case I strongly appreciate the possibility to delete an accounts. The &#8220;delete&#8221; link is not hidden the innermost depths of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="border: 2px solid black; float: left; margin-right: 1em; margin-bottom: 1em"><img title="Twitter.com image" src="http://www.donadeo.net/wp-content/uploads/2009/03/twitter_logo.png" alt="Twitter.com image" width="256" height="158" /></p>
<p>Just subscribed, but it&#8217;s not for me. I don&#8217;t have time to make frequent updates, and the scanning of my Gmail contacts revealed that only a few of my friends and colleagues use Twitter.</p>
<p>In any case I strongly appreciate the possibility to delete an accounts. The &#8220;delete&#8221; link is not hidden the innermost depths of the site and the deleting procedure clearly states that every updates will be deleted from Twitter&#8217;s servers, forever. That&#8217;s good.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>On Internet and TV</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 22:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital life]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

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		<description><![CDATA[Paul Graham has a very popular blog about his activity of venture capitalist, and sometimes about his beloved Lisp.
The last article, however, focuses attention on the battle between Internet and TV. The opinion of Graham is that TV has lost the battle, and this is my very same opinion, since at least a couple of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Graham">Paul Graham</a> has a very popular blog about his activity of venture capitalist, and sometimes about his beloved Lisp.</p>
<p>The last <a title="Why TV Lost" href="http://www.paulgraham.com/convergence.html">article</a>, however, focuses attention on the battle between Internet and TV. The opinion of Graham is that TV has lost the battle, and this is my very same opinion, since at least a couple of years.</p>
<p>If you, like me, you hate TV and the stupidity of most TV shows, read the post of Graham, it contains a lucid analisys of the current situation and some very penetrating considerations about the near future.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Information technology disgrace</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 00:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Article]]></category>
		<category><![CDATA[Computer programming]]></category>
		<category><![CDATA[Digital life]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Objective Caml]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>

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		<description><![CDATA[The world of information technology is made by men and, like any other activity in which human beings are involved in, mistakes happens. Sometimes huge mistakes. And huge mistakes turn out into disgraces. One of these disgraces has a name: PHP.
Here is the story: some days ago wordpress.org released the latest version and I decided [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The world of information technology is made by men and, like any other activity in which human beings are involved in, mistakes happens. Sometimes huge mistakes. And huge mistakes turn out into disgraces. One of these disgraces has a name: PHP.</p>
<p>Here is the story: some days ago <a title="WordPress &#8250; Blog Tool and Publishing Platform" href="http://wordpress.org/">wordpress.org</a> released the latest version and I decided to upgrade. No db changes, everything seems ok. But, wait a moment&#8230; the sidebar is broken! To be honest, the page itself seems to be broken. I did nothing strange. Ok, let&#8217;s rationalize this: <kbd style="font-size: 133%;">ssh</kbd> on the server, <kbd style="font-size: 133%;">cd</kbd> to the wordpress directory and issue:</p>
<pre>$ php index.php
Segmentation fault</pre>
<p>What the frack?!? I had no time to investigate more, and I decided to install the most recent working backup (I use <a title="Git - Fast Version Control System" href="http://git-scm.com/">GIT</a> to track everything, including db backups) and forgot it for some days. Tonight I decided to solve the problem. I installed everything on my PC and, by hacking the DB, I was able to remove all the sidebar widgets, among which I suspected the guilty should be. Than, from Wordpress admin I added exactly the same widgets, in the very same order and with the same configuration.</p>
<p>Result?<em> No more segfault</em>.</p>
<p>Now, how can a so popular application be so fragile? Are Wordpress guys stupid, or what? No, this time the problem is with the technology. One word suffices: PHP.</p>
<p>Yes, I know, I perfectly know I shouldn&#8217;t focus myself on this or that technology, I now Facebook is made with PHP, I know everything, but&#8230; as an engineer I simply can&#8217;t ignore how poor this language is!</p>
<p>Hey, if I considered the language choice unimportant I should work in the marketing <img src='http://www.donadeo.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>End of this rant: I started my own blog, I&#8217;ll write it in a real programming languages, <a title="Objective Caml home page" href="http://caml.inria.fr/ocaml/index.en.html">Objective Caml</a>, I&#8217;ll  never be rich but at least I&#8217;ll never ever spend 3 hours of my life debugging a PHP buggy blog.</p>
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