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Passione per lo sport

Paolo | 02/11/2007 | 23:39

Il 23 Settembre scorso — ne scrivo solo oggi per la cronica mancanza di tempo — si sono svolti nella ridente (?!?) cittadina di Cavenago gli esami di graduazione di primo e secondo dan. La palestra in cui pratico il Karate, quando il lavoro mi lascia un po’ di pace, aveva una rappresentanza di ben nove allievi, sei esaminati per passare dalla cintura marrone (1° kyu) alla cintura nera (1° dan), e ben tre per conquistare il grado di 2° dan. È stato un piacere poter partecipare in qualità di fotografo, per immortalare qualche momento di tensione, prima dell’esame, lo sforzo degli atleti durante la performance ed infine la gioia dopo aver conseguito il diploma.

Studiare il Karate richiede un notevole impegno: se lo si pratica come agonisti, come Gabriele ed Andrea che vedete in fotografia, significa faticare parecchio, rinunciare ai pomeriggi con gli amici, alla PlayStation e magari anche alle ragazze, per trovarsi quasi tutti i giorni in palestra a sudare, per raggiungere un traguardo sfuggente, per vincere una gara, conciliando il tutto con l’impegno scolastico.

Anche per chi, come me, pratica quest’arte come amatore l’impegno è molto perché, anche se ci alleniamo solo due sere la settimana, e non abbiamo certo lo stress delle gare, gli impegni di lavoro ed in famiglia, per molti i figli, sono spesso difficilmente conciliabili con gli orari obbligatoriamente fissi delle lezioni.

Raggiungere quindi il primo traguardo della cintura nera è davvero motivo di soddisfazione ed orgoglio perché significa in qualche modo arrivare alla conclusione della prima parte di un lungo percorso, durato almeno quattro o cinque anni. Per chi raggiunge il secondo dan, ovviamente, la soddisfazione è ancora più intensa.

L’anno prossimo toccherà a me cimentarmi con l’esame di secondo dan, sempre che trovi il tempo di allenarmi decentemente per poter essere ammesso all’esame…

Un ringraziamento “di rito”, ma autenticamente sentito, va ai due istruttori della palestra che hanno portato tutti noi a questi risultati, con la loro competenza tecnica ma anche impostando nel dojo un clima amichevole e proficuo. Grazie Mauro e Roberto! Continuate così, nel solco tracciato da Antonio: il nostro sensei è certamente contento di tutti noi.

Nota importante: trovate sulla mia pagina di Flickr le fotografie dell’esame.

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Una proposta davvero indecente

Paolo | 25/10/2007 | 23:17

Articolo del Times

In questi giorni tutti, sulla rete, parlano della vergognosa proposta di legge che prevederebbe, qualora attuata, la creazione del ROC, registro dell’Autorità delle Comunicazioni, cui chiunque abbia un blog o un sito sarebbe tenuto a registrarsi.

In tutta questa vicenda molto italiana, il fatto a mio parere rilevante è che sul Times è apparso un bell’articolo di Bernhard Warner riportato dal blog di Beppe Grillo. Vi invito a leggere l’articolo originale, visto che nel post di Grillo non è riportato il link. È davvero ben scritto ed equilibrato, un po’ più pacato dello stile a cui Grillo ci ha abituato.

Una passaggio su tutti, davvero brillante:

If the Italian Government seems unable to adapt to the modern world, the explanation is quite simple. Your country would operate like this too if your grandparents were in charge.

Il mio commento sulla vicenda è scontato: se questa bella trovata fosse stata proposta dal centro destra, forse avrei pure potuto capirlo, ma proposta da gente che alle ultime elezioni si è spacciata come il faro delle libertà civili, contrapponendosi allo strapotere di un Berlusconi illiberale, fa veramente riflettere sulla triste condizione in cui versa questo Paese, bello sì, ma anche tanto sfortunato.

Aggiornamento: vi segnalo anche quest’articolo di Manlio Cammarata, che da moltissimi anni si occupa di tutto ciò che riguarda gli aspetti legali legati alla rete Internet: “Editoria: fermare la riforma che non piace a nessuno”. È molto equilibrato ed estremamente interessante.

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